Il Memoriale della Repubblica Srpska prosegue la campagna internazionale «Scoprite la sofferenza del popolo serbo» (Learn about Serbian Suffering), che dal 7 al 13 settembre sarà presentata a Roma, con l’obiettivo di far conoscere al pubblico italiano e più ampiamente a quello europeo l’esperienza storica del popolo serbo e le sofferenze della popolazione civile durante alcuni dei periodi più drammatici della storia europea del XX secolo. La mostra digitale sarà proiettata su grandi schermi a LED nelle seguenti sei posizioni del centro di Roma: Piazza della Repubblica (Via Nazionale), Castel Sant’Angelo (Lungotevere Prati), Cavour, Lungotevere Testaccio, Trastevere (Marconi – Monteverde – Gianicolo) e Via Gregorio VII (Vaticano).
La campagna parte da un’idea semplice: l’esperienza storica serba deve essere presentata al di là delle interpretazioni politiche e degli stereotipi che per decenni hanno contribuito a plasmare l’immagine dei serbi in una parte dell’opinione pubblica occidentale.
I serbi sono uno dei popoli storici d’Europa, con una storia profondamente radicata nello spazio europeo sul piano della civiltà, della cultura e della spiritualità. La loro esperienza storica, tuttavia, rimane ancora poco conosciuta da una parte significativa dell’opinione pubblica dell’Europa occidentale, in particolare per quanto riguarda le sofferenze della popolazione civile serba durante le guerre del XX secolo.
Ciò riguarda in modo particolare il periodo della dissoluzione della Jugoslavia e delle guerre degli anni Novanta, quando in una parte dell’opinione pubblica occidentale si è affermata una rappresentazione semplificata dei serbi e del loro ruolo in quegli eventi. I complessi processi storici e politici che hanno portato alla dissoluzione dello Stato comune sono stati spesso interpretati attraverso una semplice contrapposizione tra responsabili e vittime, mentre l’esperienza serba della guerra è rimasta in larga misura al di fuori del quadro complessivo. In questo modo sono passate in secondo piano le vite e le sofferenze di persone che hanno perso i propri cari, le proprie case e intere comunità, così come le esperienze di centinaia di migliaia di persone costrette, in quegli anni, ad abbandonare le proprie terre e le proprie case.
È proprio a questa lacuna nella memoria pubblica europea che la campagna «Scoprite la sofferenza del popolo serbo» intende dare una risposta.
Il suo messaggio non è rivolto contro alcun popolo, Stato o società, ma rappresenta un invito a guardare a una parte della storia europea in modo più completo, attraverso documenti d’archivio, fatti storici e, soprattutto, attraverso le testimonianze personali di persone sopravvissute alle guerre, alle persecuzioni, ai campi di prigionia e alla perdita dei propri cari.
Denis Bojić, direttore del Memoriale della Repubblica Srpska: «La sofferenza del popolo serbo deve diventare una parte visibile della memoria europea»
«Abbiamo avviato la campagna “Scoprite la sofferenza del popolo serbo” per presentare, al di fuori dei confini della Repubblica Srpska e della Serbia, l’esperienza storica del popolo serbo e le sofferenze dei civili serbi attraverso i diversi periodi del XX secolo. Parliamo di famiglie che hanno perso i propri cari, di persone costrette ad abbandonare le proprie case, delle vittime dei campi e delle persecuzioni, ma anche di generazioni che hanno continuato a vivere portando con sé queste perdite.
Per noi si tratta innanzitutto di un dovere nei confronti delle vittime e delle generazioni future: fare in modo che i loro nomi, i loro volti e le loro testimonianze rimangano conservati e siano accessibili anche a coloro che finora non hanno avuto l’opportunità di conoscere anche l’altra parte di questa storia europea. Per questo, uno dei nostri compiti più importanti è preservare questa memoria e renderla accessibile anche al di fuori dei confini della Repubblica Srpska.
L’Italia è particolarmente importante per noi perché desideriamo presentare l’esperienza storica serba in uno dei grandi centri della cultura e della civiltà europea. Crediamo che sia arrivato il momento di parlare più ampiamente e apertamente della sofferenza del popolo serbo, sulla base di documenti e testimonianze.
Il nostro obiettivo è semplice: fare in modo che le vittime serbe non siano più soltanto numeri nei libri di storia, ma volti riconosciuti della memoria europea. Un popolo che conserva la memoria delle proprie vittime preserva anche la propria dignità, la propria identità e la propria verità storica», sottolinea Denis Bojić.
Perché l’Italia?
La scelta dell’Italia, e in particolare di Roma, non è casuale. Tra i serbi esiste un grande rispetto per la civiltà italiana e per le sue conquiste, dall’antica Roma, dal diritto romano e dalla sua cultura, fino al significativo contributo dell’Italia allo sviluppo della civiltà europea.
Roma è uno dei centri storici dell’Europa e il suo patrimonio è profondamente intrecciato con il diritto, le istituzioni e la cultura del continente. Presentare proprio a Roma l’esperienza storica serba assume quindi un significato particolare.
Esiste inoltre un legame più recente e diretto, particolarmente vivo nella memoria dei serbi. Le unità italiane della KFOR in Kosovo e Metohija hanno svolto un ruolo significativo nella protezione della popolazione serba e del patrimonio culturale ortodosso. In particolare, è ancora ricordata la loro pluriennale protezione del monastero di Visoki Dečani e di altri luoghi sacri serbi.
Questo rapporto di rispetto e fiducia rappresenta una buona base per avvicinare ulteriormente i due popoli. La presentazione della campagna a Roma è quindi anche un invito a proseguire il rapporto di amicizia e cooperazione, nonché un’opportunità per presentare l’esperienza storica serba in uno dei più importanti centri d’Europa.
Il Memoriale della Repubblica Srpska
Il Memoriale della Repubblica Srpska è stato istituito il 30 maggio 2024 con una decisione del Governo della Repubblica Srpska, con la missione di raccogliere, documentare, preservare e presentare le testimonianze sulle sofferenze del popolo serbo.
Al centro del lavoro del Memoriale vi è la storia orale, attraverso la raccolta delle testimonianze personali di persone che hanno vissuto direttamente guerre, persecuzioni e sofferenze. Finora sono state registrate e raccolte più di 1.500 testimonianze audiovisive della sofferenza del popolo serbo, il che colloca questo lavoro tra i più grandi progetti di storia orale e di cultura della memoria dell’Europa sudorientale.
L’obiettivo è fare in modo che le esperienze storiche non rimangano soltanto nei libri, negli archivi e nelle statistiche, ma siano preservate attraverso le voci e i volti delle persone che le hanno vissute. Le testimonianze vengono raccolte sul campo, archiviate e utilizzate in documentari, pubblicazioni, mostre e contenuti educativi.
Il Memoriale è aperto alla collaborazione con istituzioni, musei, archivi, ricercatori e altre organizzazioni in Europa e nel mondo che si occupano di storia, cultura della memoria e storia orale. La presentazione in Italia fa parte dello sforzo di collegare questo lavoro con le istituzioni europee e di rendere le testimonianze sulla sofferenza del popolo serbo più accessibili al pubblico internazionale.
Centro memoriale della Repubblica Srpska: “Anche le vittime serbe fanno parte della memoria europea”
Упознајте српско страдање – Меморијални центар Републике Српске




