Nella località di Castellano, nei pressi di Rovereto, sabato 25 luglio si è svolta la quinta commemorazione “Dai Balcani al Trentino”, dedicata ai prigionieri e ai soldati serbi caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Anche quest’anno la commemorazione è stata organizzata dall’associazione Pro Loco Castellano Cei, che da anni si dedica con grande impegno alla valorizzazione della memoria storica di questo importante luogo commemorativo.
I partecipanti si sono riuniti davanti al Municipio di Castellano, dove sono stati accolti dal presidente della Pro Loco Cei, Maurizio Manica, una delle persone che, con il suo costante impegno, ha contribuito a riportare alla luce la storia dei prigionieri serbi morti in questo territorio e a sottrarla all’oblio.
Alla commemorazione hanno preso parte numerose autorità italiane: il Presidente del Consiglio Provinciale di Trento Claudio Soini, il Presidente della Comunità della Vallagarina Alberto Scerbo, il Consigliere provinciale Walter Kasswalder, la Sindaca di Villa Lagarina Julka Giordani, il Presidente del Consiglio comunale di Villa Lagarina Luca Laffi, oltre alle rappresentanze dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo dei Vigili del Fuoco.
La comunità serba era rappresentata dal Console Generale della Repubblica di Serbia a Trieste Nemanja Sekicki, dal Presidente della Comunità Serba Ortodossa di Trieste Zlatimir Selaković, dalla Presidente dell’Unione dei Serbi in Italia, Lidija Radovanović, nonché da numerosi rappresentanti delle associazioni e della comunità serba provenienti da Rovereto, Trento e Vicenza.
Come da tradizione, la cerimonia è iniziata con l’alzabandiera della Repubblica Italiana e della Repubblica di Serbia, accompagnato dall’esecuzione degli inni nazionali. Successivamente, le autorità presenti hanno rivolto ai partecipanti parole di riflessione sull’importanza della memoria storica e del rafforzamento dei legami di amicizia tra i due popoli.
Al termine della cerimonia ufficiale, le delegazioni si sono recate alla Cappella della Pace, dove il Console Generale della Repubblica di Serbia, Nemanja Sekicki, a nome degli organizzatori e della comunità serba, ha deposto una corona di fiori e ha letto i nomi dei prigionieri serbi caduti, incisi sulla lapide commemorativa posta davanti alla cappella.
La commemorazione è poi proseguita lungo il Sentiero dei Serbi, fino al Cimitero Serbo, dove sorge il monumento dedicato ai prigionieri e ai soldati serbi. In questo luogo si è tenuto un momento di raccoglimento durante il quale sono stati deposti dei fiori, accese delle candele e recitata una preghiera in suffragio delle anime di tutti i caduti, in un’atmosfera di profondo rispetto e silenzio, testimonianza di una memoria che continua ancora oggi a vivere.
Al termine della commemorazione, i partecipanti si sono ritrovati nel Parco della Memoria, dove gli organizzatori, guidati dal presidente della Pro Loco Cei, Maurizio Manica, hanno offerto un pranzo conviviale, proseguendo quella tradizione di sincera ospitalità che da anni accompagna questo importante appuntamento commemorativo.
La commemorazione di Castellano non rappresenta soltanto un momento di ricordo delle tragiche pagine della storia, ma anche un forte simbolo della responsabilità condivisa di custodire la memoria delle vittime. Grazie all’impegno di persone di buona volontà, degli storici, delle istituzioni della Repubblica di Serbia, delle autorità locali del Trentino e delle associazioni italiane, un luogo rimasto sconosciuto per oltre un secolo è oggi degnamente valorizzato e rappresenta uno spazio di preghiera, di rispetto e di memoria permanente dedicato ai prigionieri e ai soldati serbi caduti nella Grande Guerra.
Eterna memoria e pace a tutti i martiri serbi.

















