Anche quest’anno, sabato 12 e domenica 13 luglio, a Castellano, in Trentino-Alto Adige, abbiamo commemorato i prigionieri di guerra e i civili serbi detenuti in questi luoghi dall’esercito austro-ungarico durante la Prima guerra mondiale. Sono stati presenti l’ambasciatrice della Repubblica di Serbia in Italia, sua eccellenza Mirjana Jeremić, la console generale della Repubblica di Serbia a Milano, Nataša Savićević, i rappresentanti dell’associazionismo serbo in Italia: la presidente e il vicepresidente dell’Unione dei Serbi in Italia: Lidija Radovanović e Dušan Aleksić, il presidente dell’Associazione “Jelek” di Arzignano Igor Milovanović, i rappresentanti dell’Associazione “Sveti Sava” di Valdagno, la prima storica insegnante della scuola paritaria in lingua serba Snežana Petrović, la sindaca del Comune di Villa Lagarina Julka Giordani e il presidente della Pro Loco Castellano Cei Maurizio Manica. Questa importante pagina di storia del nostro popolo è riemersa qualche anno fa grazie alle fotografie, alle memorie e ai racconti degli abitanti delle comunità di Castellano e di Villa Lagarina, vicino a Rovereto. Sebbene non si conoscano i numeri esatti, la gente del posto parla di almeno 500 prigionieri serbi, molti dei quali lasciarono per sempre le loro ossa in questi luoghi. La mostra che per la prima volta ha raccontato questi fatti è stata realizzata a Castellano nel luglio 2022, frutto della collaborazione tra l’istituto storico “Pro Loco Castellano – Cei” e il laboratorio di ricerca storica “Don Zanolli” di Villa Lagarina, insieme al Consolato Generale della Repubblica di Serbia a Trieste. Il 28 aprile 2023 la mostra è stata trasferita nella sala della Comunità religiosa serbo-ortodossa di Trieste, dove è rimasta fino a settembre 2023, prima di essere portata a Belgrado. Ricordiamo inoltre che grazie alla Console Generale della Serbia a Trieste di allora, Ivana Stojiljković, al Ministro Nikola Selaković e agli amici italiani — Maurizio Manica, Luca Laffi, Enzo Battisti, Flavio Riccadonna e Claudio Tonolli — nel luglio 2023 siamo stati presenti tutti insieme in Trentino per inaugurare un monumento commemorativo in memoria dei civili e soldati serbi caduti in quel territorio durante la Prima Guerra Mondiale. Questo importante frammento di storia conferma ulteriormente il forte legame tra l’Italia e la Serbia durante la Grande Guerra. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare l’importante ruolo della Regia Marina Italiana, che evacuò e trasportò circa 150.000 soldati serbi, tra cui il re Pietro I Karađorđević e il governo serbo, dalle coste albanesi ai porti italiani di Bari e Brindisi, e poi a Corfù, in Grecia. Viva l’Italia, viva la Serbia!



