Dinastia Nemanjić е San Sava

Dinastia Nemanjić a partire dal 1166. resse la Serbia un potente stato indipendente in un periodo del medioevo particolarmente importante e positivo della sua storia e che raggiunse il suo apice con lo zar Dušan nella metà del 1300, quando l’Impero serbo, dal 1346 al 1371, fu uno dei maggiori stati europei dell’epoca. Il suo confine settentrionale coincideva con i fiumi Sava e Danubio e oltre al territorio della Serbia attuale lo stato di Dušan, ad ovest, comprendeva Dalmazia e parte della Bosnia e al sud l’attuale Montenegro, Macedonia e la parte settentrionale della Grecia, fino a Salonicco. Siccome la sua sovranità comprendeva anche il territorio dell’attuale Albania, i confini dello stato ad occidente arrivavano al mare Ionio e all’area meridionale del mar Adriatico, e ad est al mar Egeo. 

 

Il declino di questo impero arriverà in seguito alla famosa battaglia del Kosovo del 1389, dove l’esercito serbo dello Zar Lazar si scontrò con l’esercito dall’Impero Ottomano del sultano Murat.  

 

Il figlio del capostipite dei Nemanjici, Stefan Nemanja, e il fratello del primo re serbo Srefan, incoronato re di Serbia dal papa Onorio III nel 1217 (circa cent’anni prima della nascita dello zar Dusan di cui prima), si chiamava Rastko e divenne un monaco nel monastero del Monte Athos, prendendo il nome di Sava. Questo uomo oggi rappresenta il più importante santo della chiesa serbo ortodossa e viene chiamato San Savae si celebra ogni anno il 27 gennaio. Sava è entrato nella storia perché si prodigò presso le autorità ecclesiastiche bizantine, per garantire lo status di autocefalia, autonomia, per la Chiesa ortodossa serba e divenne così il primo arcivescovo e primate ortodosso serbo nel 1219, il fondatore della Chiesa nazionale serba, e quindi il santo patrono dell’istruzione, della medicina e delle scuole. 

I Nemanjic sono la più famosa dinastia serba che governò i Paesi popolati dai serbi per più di due secoli e diede loro undici sovrani. Erano personalità originali, potenti e geniali che hanno gettato le basi di uno stato serbo su cui i serbi sviluppano ancora oggi la propria identità.

Hanno vissuto nell’epoca dei grandi cambiamenti storici (governato dal 12 al 14 secolo) e dei grandi conflitti di civiltà tra est e ovest (divisione della chiesa cristiana di occidente e oriente, crociate, declino dell’Impero Bizantino). La dinastia dei Nemanjici ha cercato di rendere autonoma la Serbia e di elevarla, grazie alla fede cristiana, alla cultura e all’impegno di tutti, ad una civiltà di livello superiore.

Erano appassionati di arte bizantina e furono guidati dall’idea della zadužbina (lasciti che nobilitano l’anima attraverso la fondazione e restaurazione di una chiesa o di un monastero per guadagnarsi la salvezza dopo la morte). Costruirono quindi chiese e monasteri in tuti i paesi serbi come la Raska ( il territorio dell’ odierno sud della Serbia e del Kosovo e Metohija), la Zeta (odierna Montenegro), la Dalmazia, l’Erzegovina, la Bosnia, ma anche in quelli fuori dai confini: Monte Atos, Terra Santa, Grecia, Bulgaria, Romania e Sinai. Molti di loro oggi sono iscritti dall’UNESCO come monumenti culturali di importanza mondiale. Parliamo di monasteri come Visoki Decani, Il patriarcato di Pec, Studenica, Gracanica e molti altri.

La dinastia Nemanjić è una dinastia reale, unica al mondo, che ha dato 24 santi, canonizzati dalla Chiesa ortodossa serba e molto rispettati nel popolo. Il più importante è il padre spirituale della nazione Rastko Nemanjić, poi monaco San Sava, a cui sono dedicati oggi i tempi in tutto il mondo: Belgrado, Parigi, Londra, New York, Sydney, Berlino, Stoccolma, Vienna ecc. E suo padre, Stefan Nemanja, il cui nome da monaco è Simeon Mirotočivi, è il capostipite della dinastia.

I Nemanjići, e i loro eredi, sono veramente stati anche dei veri e propri europei, perché hanno preso in moglie le principesse dalle corti veneziane, francesi, ungheresi, rumene, bulgare e bizantine. Anche le figlie e le sorelle dei Nemanjici andarono in sposa in tante case reali sparse in giro per l’Europa. I discendenti dei Nemanjić, quindi, governavano anche nei paesi confinanti, grazie alle donne della loro famiglia. Anche la madre dell’imperatore russo Ivan il Terribile era una Nemanjić.

 

La gloria dei Nemanjić ai giorni nostri risplende di nuovo e suscita un grande interesse, anche nelle giovani generazioni, perché in loro vengono riconosciuti dei valori anche contemporanei. Hanno ispirato molti artisti, pittori, scultori, scrittori, poeti, storici, registi, pittori di icone, mosaici, sacerdoti e statisti che hanno voluto prendere esempio da loro e con le proprie creazioni illustrare le famose opere di questi giganti della storia serba.

 

Lidija Radovanovic, referente per la cultura