Bertolt Brecht ”Epistola serba”, in occasione del bombardamento di Belgrado il 6 aprile 1941

A cura di Enrico Vigna

…..Per NON dimenticare i bombardamenti NATO sulla Jugoslavia del 1999

Per ricordare e NON dimenticare questo 25° triste anniversario, ho ritrovato tra mille carte, queste righe che il grande scrittore tedesco scrisse nel lontano 1941.

Tragico è che dopo 58 anni, la tragedia si è ripetuta e ancora una volta ha lasciato, come in ogni guerra di aggressione: tragedie, morte, miserie, devastazioni sociali e odio.

Qualcuno dice che è il prezzo per la “democrazia occidentale”…

Forse quel qualcuno in quelle terre non ci va, o ci va da turista distratto e opulento.

Per chi ha vissuto sotto le bombe del ’99 e oggi continua in un legame senza fine con quelle genti fiere, dignitose e tenaci…nonostante tutto e tutti, la realtà è un’altra.

Vorrei portare quei “qualcuno” a conoscere, parlare, ascoltare le nostre vedove di guerra, le nostre madri dei rapiti del Kosovo Methoija, i figli dei disoccupati della Serbia, gli sventurati malati di sclerosi del Kosmet, i mutilati e i loro figli della guerra subita, i Padri del Monastero ortodosso di Decani, le donne, i bambini, gli anziani che vivono nelle enclavi…

Ma quei “qualcuno” ormai hanno altro da fare, altro su cui informare, altro di cui  giudicare circa “democrazia”, “diritti umani”, “sviluppo”.

A loro delle condizioni di vita materiale della pena quotidiana del vivere delle persone, dei popoli, delle loro anime affrante, violentate ma non ancora dome…non interessa.

Forse sono gli stessi che si sono poi occupati, di Libia, Siria, Donbass, Yemen…ed i risultati sono davanti i nostri occhi…Situazioni terrificanti.

Eppure sono tutti popoli in ginocchio ma non piegati, neanche nella dignità.

E questo non fa dormire sonni leggeri ai potenti e ai dominatori del mondo.

…Eppure si prova una tristezza profonda quando si riflette su tutto questo, e  ogni volta lascia buchi neri nell’anima. Perché in questa notte non c’è posto per sogni o illusioni, e la gente semplice e onesta non ha  un rifugio per scappare da questi scenari di vampiri e avvoltoi, non ha ripari, trincee, ma quel che è più triste …. neanche con un sogno si va via, perché oggi in quelle terre è anche sempre più difficile sognare oltrechè  ridere.

…Eppure con questo straordinario e fiero popolo si riesce ancora, qualche volta, a sorridere e a piangere, con l’anima ed il cuore, come si faceva “normalmente” non tanto tempo fa…., e come, forse, altri torneranno…un giorno, normalmente, a fare.

E come si diceva allora nelle strade  e sui ponti della RFJ:

FORSE CI VINCERANNO.  MA NON CI CONVINCERANNO!

Bertold Breht            Srpska poslanica

Поводом бомбардовања Београда, 6. априла 1941. (Превод са немачког Душан Рњак)

„Да би напао своје суседе,

разбојницима је потребна нафта,
а нажалост, ми смо на путу
који води до ње…

Њихов нос, њушкајући резервоар нафте,
угледао је нашу малу земљу…

Позвали су наше главаре: после два сата разговора
продали су нас за шиваћу машину и чек.

Али када смо се вратили, бацили смо их у затвор…

Једног јутра чули смо тутњаву авиона над нама
и небо је постало црно;
бука је била тако јака
да нисмо могли да чујемо ни речи наших опроштаја…

Бомбе су падале и увече су пред нашим кућама
зјапили кратери већи од самих кућа;

наше жене и наша деца бежали су,
али њихови авиони летели су ниско над њима и прогонили их
читав дан по свој нашој земљи,

наша брда и поља била су покошена;
али су у исто време ископали и сопствену раку…

А на тим брдима урезано је ваше лице, ваша слика,
и реке ће потећи из ваше њушке
све док не будете здробили све
својим зверским зубима!”

………….

A cura di Enrico Vigna – Forum Belgrado per un Mondo di Eguali

SOS Yugoslavia – SOS Kosovo Methoija   –  Marzo 2017

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