INTERVISTA AL SINDACO DI VICENZA FRANCESCO RUCCO

Ci siamo lasciati alle spalle un anno difficile e cupo che vorremmo dimenticare. Tutti noi, sia nella diaspora che in patria. E qual è il suo “faccia e contrafaccia”, proveremo a scoprirlo da qualcuno che ha il dovere e l’obbligo umano di prendersi cura di tutti noi. Ce lo racconta il nostro ospite, concittadino, amico, il sindaco di Vicenza Francesco Rucco.

  •  L’anno 2020 è alle nostre spalle. Lei come sindaco come lo valuta?

Ovviamente la valutazione non può essere positiva perchè il 2020 ha provocato tanta sofferenza, ansia e incertezza in tutti noi. Molte persone hanno sofferto a causa del Covid-19 , sia in prima persona sia per i parenti più vicini, ma anche indirettamente in ambito lavorativo e sociale.

Un anno, quindi, decisamente negativo di cui salvare solo la reazione dei vicentini che hanno dimostrato, in più modi, di essere una comunità coesa che sa rialzarsi dai momenti difficili.

 

  • Non è stato facile impegnarsi in politica in tali condizioni. Per Lei, quale momento è stato il più difficile e quale è stato il più soddisfacente?

Devo ammettere che l’impegno politico è stato davvero gravoso perchè non è facile amministrare in momenti in cui l’ansia e la preoccupazione rischiano di renderti meno lucido. Ma un bravo amministratore deve saper mantenere la calma e dare il buon esempio, e credo di esserci riuscito.

Il momento più difficile è stato sicuramente quello durante il lock down completo, quanto la libertà delle persone è stata completamente privata ed il loro stile di vita profondamente cambiato. Il momento più soddisfacente è giunto quando, ripeto, i miei concittadini hanno saputo rimboccarsi le maniche ed aiutarsi con grandi e piccoli gesti di solidarietà attraverso donazioni e contributi ma anche con attività di volontariato spontaneo.

 

  • Cosa ci potremmo aspettare da quest’anno?

Il 2021 si porterà appresso gli effetti negativi dell’anno precedente, con conseguenze anche pesanti sul piano sociale ed economico. Saremo chiamati ad ulteriori sacrifici per combattere questo maledetto virus, ma il nuovo vaccino ed il mantenimento di comportamenti corretti potranno incidere in maniera determinante. Dovrà essere l’anno della ripartenza, con fiducia e rinnovato slancio nel campo del lavoro, della scuola e dei rapporti umani.

 

  •  A Vicenza, da tanti anni la comunità serba fa parte del tessuto sociale della città. Come la vede?

Sono profondamente sincero quando dico che la comunità serba è tra le meglio integrate tra quelle straniere qui a Vicenza, grazie ad un atteggiamento rispettoso della legge e molto collaborativo con tutta la comunità. Personalmente conosco molti serbi e con loro ho un ottimo rapporto di amicizia basato su stima e rispetto reciproci.

 

  • Fra un pò il popolo serbo festeggia il Natale ortodosso. In quell’occasione come sindaco e cristiano che messaggio può mandare?

In questo momento c’è bisogno, più che mai, di pace e fratellanza tra i popoli e la religione può sicuramente unire cattolici e ortodossi perchè siamo tutti cristiani. Il messaggio è che la comunità serba del vicentino, ma anche di tutto il mondo, possa festeggiare il Natale ortodosso con rinnovate fede e speranza per un futuro che doni tanta salute e serenità a tutti.

Domande dal giornalista referente a Trieste Radomir Stefanovic, in occasione del Natale ortodosso

Mostra “La Serbia e l’Italia – Un esempio di solidarietà 1914 – 1918” Vicenza, 13 aprile 2019 Dusan Aleksic-presidente dell’Unione dei serbi in Italia; Loreta Baggio-Console onorario della Repubblica di Serbia; Francesco Rucco-Sindaco di Vicenza; Goran Aleksic-Ambasciatore della Repubblica di Serbia in Italia; Leonardo De Marzo-consigliere comunale con delega ai gemellaggi e alle relazioni internazionali