GLI ORTODOSSI A CASTEL DANTE

 

Anche quest’anno la comunità serba ha dato omaggio ai caduti di guerra all’Ossario Castel Dante. Negli anni precedenti la manifestazione organizzava l’associazione umanitaria della chiesa ortodossa serba “Sorelle serbe” e adesso il parroco della comunità serba, padre Dalibor Djukic, con aiuto di alcuni parrocchiani. Quest’anno il gruppo era composto dai rappresentanti delle associazioni del Trentino e Veneto “Sloga” e “Zajedno”, il Presidente dell’Unione dei serbi in Italia Dusan Aleksic e alcuni fedeli da Rovereto, Trento, Ala, Salorno, Bassano di Grappa e Vicenza.

Rovereto 2016

Dopo la preghiera all’Ossario, i serbi si sono spostati nella chiesa di Sacra famiglia per il vespro. Nella cappella accanto alla chiesa, in un ambiente caldo e accogliente, cantavano davanti alle bellissime icone ortodosse di Gesù e Madre di Dio. Padre Dalibor ha annunciato ai fedeli che sarebbe possibile incontrarsi a Rovereto una volta al mese per il vespro, se le presenze a questa funzione religiosa fossero costanti e numerose, e più avanti si potrà pensare a formazione di una parrocchia della chiesa serba ortodossa anche a Rovereto. Attualmente i serbi hanno parrocchie a Trieste e Vicenza e fanno parte del vescovado che unisce le parrocchie in Austria, Svizzera, Italia e Malta. Il vescovo serbo Andrej Cilerdzic ha la sede a Vienna.

Rovereto 2016

Gli ortodossi che non possono andare a Vicenza per la funzione religiosa in loro lingua, frequentano la chiesa russa, a Borgo Sacco, presso la chiesa San Antonio in via Zotti, in cui celebra liturgie tutte le domeniche arciprete Ioan Grebenosu. La domenica 9 ottobre la liturgia è stata celebrata dal vescovo Petru Preasfintitul, in visita alla parrocchia dei santi Arcangeli Mchele e Gabriele. La chiesa era piena di gente giovane con i bambini piccoli. La maggior parte dei parrocchiani del padre Joan sono i moldavi, ma ci sono anche gli ucraini, i rumeni, i russi, i serbi, i macedoni e i bulgari.

Gli immigrati ortodossi sparsi nel mondo intero, appartengono alle proprie chiese nazionali. Sono una stessa chiesa, universale e apostolica, ma i popoli hanno tradizioni religiose diverse, che custodiscono gelosamente dovunque vivano, e le trasmettono ai propri figli. Si frequenta la chiesa di un’altra nazione solo se non c’è vicina la propria. Per gli immigrati la chiesa è importante perché custodisce non solo la fede, ma anche l’identità nazionale, cioè la lingua, alfabeto, usi e costumi e rappresenta un legame importante con il paese d’origine.