LA TEMPESTA

250 000 persone, in soli 4 giorni, abbandonarono le proprie case, i propri secolari focolari dalla regione croata di nome Krajina. Quello fu l’esodo più grande del ventesimo secolo. Ancora oggi alcuni di loro, dopo due decenni, non hanno una propria casa, ma vivono nei paesi altrui, con la struggente nostalgia verso il proprio paese in cui non possono vivere liberi, anche se non c’è più la guerra. Il loro paese è stato “liberato” nell’operazione militare “Tempesta, 20 anni fa.

Oggi il 4. agosto in Serbia sarà ricordata quella tragedia, il giorno in cui colonne di profughi entrarono in Serbia. In Croazia invece si celebrerà “Il giorno della vittoria”, e a Zagabria si terrà la solenne parata militare davanti alla presidente e al governo croato.

Il giorno dopo, a Belgrado, nella Chiesa di San Marco, Sua Santità il Patriarca serbo Irinej, celebrerà il Parastos ai defunti. A mezzogiorno suoneranno le campane di tutte le chiese della capitale serba. Nello stesso tempo a Knin, il capoluogo della Krajina, in cui la popolazione era composta di 90% dei serbi prima della “Tempesta”, sarà inaugurato il monumento al primo presidente Franjo Tudjman. Il monumento inaugurerà attuale presidentessa croata, Kolinda Grabar Kitarovic.

Invitiamo tutti alla “tempesta” delle coscienze umane davanti alle guerre, davanti alle masse dei profughi inermi, soprattutto questi dei giorni nostri, davanti alla forza e ingiustizia, davanti ai diritti umani calpestati, ma anzitutto davanti ai doveri non compiuti.

Snežana Petrović